IL PARLAMENTO LEGIFERI ALLA SVELTA CONTRO L’EUTANASIA E IL SUICIDIO ASSISTITO

Pubblicato da Osservatorio di Bioetica il

Comunicato Stampa 26 Luglio 2019

Riportiamo qui di seguito il Comunicato Stampa che oggi l’Osservatorio di Bioetica ha inviato per sollecitare i politici locali a stimolare il Parlamento affinché approvi il DDL Pagano di contrasto all’eutanasia e al suicidio assistito. Si prega di dare la massima diffusione, grazie

L’OSSERVATORIO DI BIOETICA DI SIENA INTERPELLA LA POLITICA SENESE: “IL PARLAMENTO LEGIFERI ALLA SVELTA CONTRO L’EUTANASIA E IL SUICIDIO ASSISTITO”

Con una sentenza estremamente “creativa” la Corte Costituzionale ha chiesto al Parlamento italiano di legiferare entro il 24 settembre prossimo sul tema dell’eutanasia e del suicidio assistito. Riassumiamo brevemente i termini della vicenda che ci ha portati a questo punto:

Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, dopo un grave incidente stradale diviene cieco e tetraplegico. Soffre per gli spasmi e le contrazioni da cui è percorso e necessita per vivere dell’idratazione, dell’alimentazione e, in parte, della ventilazione artificiale. Resta però capace di intendere e di volere. Falliti i tentativi terapeutici per migliorare la sua condizione, egli stesso decide per il suicidio assistito presso un ente svizzero. Ad accompagnarlo è il sig. Marco Cappato, che è perciò imputato per il reato di aiuto al suicidio (art. 580 del codice penale). Il Tribunale di Milano, tuttavia, dubita che la norma sia costituzionalmente legittima e rimette la questione alla Corte costituzionale. Con ordinanza n. 207/2018, la Corte accoglie in parte gli argomenti del Tribunale e richiede un intervento in merito del Parlamento in mancanza del quale è presumibile attendersi una dichiarazione di incostituzionalità del citato articolo 580 nella parte in cui non consente la non punibilità del suicidio assistito nei casi di patologie irreversibili, sofferenze fisiche o psichiche ritenute intollerabili nel caso in cui la persona sia tenuta in vita a mezzo di trattamento di sostegno vitale.

Le esperienze nei Paesi dove si è vissuta una situazione analoga a quella italiana (in particolare il Canada) dimostrano che la “rottura” del divieto di suicidio assistito provoca inevitabilmente una espansione incontrollata dello stesso e dell’eutanasia.

L’Osservatorio di Bioetica di Siena (OBS) preliminarmente ritiene che non sia giusto pretendere di dare una regolamentazione legislativa ad una materia che è per sua natura affidabile esclusivamente alla libera coscienza dei due attori finali, il paziente e il medico. La “vita” e la sua conclusione inevitabile, infatti, precedono ogni ordinamento giuridico e ogni norma che volesse regolamentarle.

Condividiamo inoltre le coraggiose parole di Filippo Anelli Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, che ha ricordato che qualsiasi legge non potrà comunque pregiudicare quanto previsto dall’articolo 17 del Codice di Deontologia Medica, ovvero che “Il medico, anche su richiesta del malato, non deve effettuare né favorire trattamenti finalizzati a provocarne la morte”. La missione del medico infatti è guarire, non uccidere.

Ad oggi il Parlamento italiano non ha avviato in maniera seria una discussione in merito ed il tempo sta inesorabilmente per esaurirsi. L’OBS ritiene tuttavia che vi sia ancora il tempo per intervenire e sostiene lo sforzo dell’On. Pagano (Lega) che ha presentato un DDL che in sintesi: 
– Sancisce il diritto l’obiezione di coscienza del personale sanitario ad ogni pratica eutanasica, cosa ad oggi non prevista dalle legge sulle cosiddette DAT
– Non considera trattamenti sanitari l’idratazione e la nutrizione, ancorchè somministrate con ausili medici, escludendole quindi dall’ambito di applicazione delle DAT
– Prevede specifiche attenuanti al reato di aiuto al suicidio (che pertanto resta tale) solo in poche e ben specificate circostanze (stabile convivenza con il malato e stato di grave turbamento determinato dalla sofferenza dello stesso).

Riteniamo che tale provvedimento, una volta approvato, soddisfarebbe le richieste della Corte Costituzionale, correggerebbe alcune evidenti storture e manchevolezze gravi della legge del 2017 sulle DAT e conserverebbe intatto il principio di intangibilità della vita in ogni suo momento, attuando un equo bilanciamento tra la valenza etica e sociale del divieto al suicidio assistito e la comprensione delle circostanze che talvolta portano al compimento di gesti estremi e disperati da parte di chi convive da anni con familiari lungodegenti.

L’OBS rivolge quindi un forte appello alle forze politiche senesi che appartengono all’area culturale di provenienza dell’On. Pagano e a quelle di altri schieramenti politici che comunque condividono i valori del diritto alla vita, agli indispensabili sostegni vitali e alle cure affinchè sollecitino con forza le loro rappresentanze a livello nazionale per un rapido iter di approvazione del DDL citato.

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