Se Viale ritiene che il buon medico è quello che uccide, allora se ne vada lui

Pubblicato da Osservatorio di Bioetica il

Roma, 27 set. (AdnKronos Salute) – “Mi vergogno di avere un presidente inadeguato come Filippo Anelli. Se non è in grado di rappresentare tutti i medici si dimetta. Lui faccia pure l’obiettore, ma io faccio il medico”. Lo scrive in una nota Silvio Viale, medico, esponente dell’Associazione Luca Coscioni e di Exit- Italia, “di fronte all’abdicazione delle responsabilità e dei doveri del medico da parte del presidente della Federazione degli Ordini dei medici”.

“La questione del pubblico ufficiale – prosegue – è una barzelletta mortificante per ogni buon medico. Non solo perché si derogherebbe alle proprie responsabilità etiche e deontologiche verso i pazienti, ma perché il medico è già spesso un pubblico ufficiale, comunque un incaricato di pubblico servizio. Io non sono diverso da un medico di qualunque altro Paese europeo, compresi Svizzera, Olanda, Belgio e Lussemburgo”.

“Il riferimento al Codice deontologico – dice ancora Viale – è fuori luogo. Quando fu approvata la legge sull’aborto, il Codice deontologico non lo prevedeva. Il compito del presidente dell’Ordine è rappresentare tutti i medici, non la propria parte politica e/o confessionale. Per chiarirgli le idee, faccia conto che sia stato io, come lo farebbero migliaia di altri colleghi, a prescrivere il farmaco a Fabiano Antoniani. Lui faccia pure l’obiettore, ma io faccio il medico”.

Secondo noi queste sono parole che rappresentano una inaccettabile intimidazione. Se Viale ritiene che il buon medico è quello che uccide, allora se ne vada lui e formi l’Ordine dei medici della buona morte..


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *