Il 10 Luglio 2020 l’Osservatorio ha aderito all’iniziativa “#RESTIAMOLIBERI

rilanciamo l’articolo del nostro Presidente pubblicato sul blog di Sabino Paciolla

di Giuliana Ruggieri

Strano spettacolo venerdì sera a piazza Salimbeni, a Siena, sede della Direzione Generale del Monte dei Paschi di Siena (da ricordare: fondato nel 1472 e considerato la banca più antica del mondo ..sigh!!!). Accompagnati dall’aspetto austero, naso appuntito e sguardo compiaciuto di Sallustio Bandini, la statua posta al centro della piazza, nell’ambito della campagna #restiamoliberi, si sono ritrovati, così come in altre cento città italiane, liberi cittadini, in silenzio, in piedi, a distanza di un metro l’uno dall’altro, leggendo un libro, per protestare contro il ddl Zan sulla omofobia. Il format è quello della cosiddetta “veglia” delle Sentinelle in piedi.

In questi ultimi anni, un popolo  si è sempre alzato in piedi, opponendosi prima alla legge sulle cosiddette unioni civili, poi all’introduzione dell’eutanasia e, infine, alla propaganda dell’ideologia gender, denunciando tali menzogne e continuando a testimoniare la verità sull’uomo ed in difesa della libertà per tutti.

E  oggi, di nuovo, quel popolo si è alzato in piedi di fronte ad una legge liberticida, il ddl sulla cosiddetta “omotransfobia”, primo firmatario il deputato Alessandro Zan, depositato il 30 giugno scorso.

Il testo approderà alla Camera il 27 luglio, in un momento storico totalmente inedito, nel pieno di una crisi economica senza precedenti.

La proposta di legge istituisce un nuovo reato, l’“omofobia”, che non viene definito nel testo, lasciando così spazio a interpretazioni e derive liberticide, che colpiranno chiunque esprimerà un pensiero non allineato al mainstream. Ma ogni atto di violenza è già punito dal codice penale, indipendentemente da chi sia la vittima. Per questo, si sta introducendo un reato di opinionecontro la libertà di pensiero, il bene che fonda le democrazie.

La legge prevede pene molto gravi, estendendo i reati previsti dagli art 604-bis e 604-ter: pene accessorie (dimora coatta, sospensione patente, passaporto, porto d’armi, confisca dei beni, divieto di attività politica); pene sotto forma di “rieducazione”, cioè lavori socialmente utili per i condannati presso le associazioni di tutela delle vittime dei reati suddetti; patrocinio gratuito alle vittime; Istituzione della «giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia da celebrarsi il 17 maggio, con cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile, anche da parte delle amministrazioni pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado; istituzione in tutto il territorio nazionale di «centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere» (stanziamento previsto di 4 milioni di euro, proprio nel pieno della crisi economica post-pandemia. Sigh!!!!!).

Io e il mio amico “delle vecchie battaglie”, abbiamo distribuito durante la veglia dei volantini che spiegavano il significato dello “strano spettacolo”.

Le persone incontrate e le loro osservazioni ci hanno offerto uno “spaccato” della nostra realtà attuale.

Un fenomeno bizzarro: il “silenzio” ha contagiato coloro che, chiacchierando o scherzando, erano di passaggio da quella piazza. La nostra presenza, fatta di persone immobili, in silenzio e con un libro in mano, li ha incuriositi fino a farli fermare, interdetti ed ammutoliti….

Ed ecco la scoperta: la maggioranza delle persone che si sono fermate per chiedere il motivo di quella “veglia” silenziosa non conosceva il progetto di legge Zan. E questo, a mio parere,  è estremamente grave.

Con chi è stato possibile un dialogo, la conclusione più spesso condivisa è stata: TALI PENE SONO DEGNE DI UN VERO E PROPRIO REGIME TOTALITARIO.

Quello che è ancora più grave è che i nostri politici, approfittando dell’emergenza pandemica, della grave crisi economica, del periodo di “sofferte vacanze” (per chi se le potrà permettere), ci stanno imponendo leggi che non sono certamente volutené richieste e, soprattutto, non considerate urgenti da larghissima parte della popolazione italiana. 

Alcuni dei presenti hanno dato un giudizio politico molto duro, considerando tale legge un ultimo colpa di coda di un governo che per restare al potere deve in qualche modo cercare consensi nel mondo LGBT, fatto di lobby molto potenti.

Due ragazze con inclinazione omosessuale ci hanno testimoniato la loro contrarietà alla legge, sostenendo che “IL NOSTRO E’ FEMMINISMO, NON TRANSFOBIA, e non si può sostituire l’’identità sessuale’ con quella di ‘identità di genere’. Tale sostituzione, in sostanza, parifica l’’essere donna’ femminile con il ‘sentirsi donna’ trangender. Annullare tale distinzione nuoce agli stessi diritti delle donne”. Nel dire questo, avevano ben presente le aggressioni in corso ai danni dell’Associazione ArciLesbica su facebook e le aggressioni della lobby LGBT nei confronti di J.K. Rowing (la scrittrice di Harry Potter).

L’altro aspetto davvero drammatico riguarda i nostri giovani. Un gruppo di ragazzine si è fermato cercando di capire quello che stava succedendo, “borsina arcobaleno”, età circa 10-12 anni, sostenevano: “non è necessaria una famiglia fatta di un babbo e una mamma, bastano 2 persone e forse anche una sola, l’importante è ‘l’amore’, solo questo è necessario”.

Una profonda ferita mi ha lacerato il cuore fino a farmi chiedere: Ma ci stiamo rendendo conto di come stiamo educando i nostri ragazzi? Dove è finita la nostra grande responsabilità di adulti? Ma ci rendiamo conto che  lo slogan obamiano “Love is love” giustifica e rende lecito ogni desiderio ai danni dei più deboli?

Le leggere e gravi espressioni di quelle ragazzine e la pericolosità della proposta Zan mi hanno fatto venire in mente le parole, confortanti, del grande Cardinale Carlo Caffarra quando scriveva:

«Debbo confessare che io stesso mi trovo in difficoltà. E questo perché non raramente mi viene a mancare l’alleato che è il cuore umano. Penso alla situazione tra i giovani. Vengono e mi chiedono: “Perché dobbiamo impegnarci definitivamente, quando non si è neppure sicuri di arrivare a volersi bene fino a sera?”. Ora, di fronte a questa domanda io ho solo una risposta: raccogliti in te stesso e pensa a che esperienza hai fatto quando tu hai detto a una ragazza o a un ragazzo “ti voglio bene, ti voglio veramente bene”. Hai forse pensato nel tuo cuore: “Dono tutto me stesso a un’altra, ma solo per un quarto d’ora o al massimo fino a sera”? Questo non è nell’esperienza di un amore, che è dono. Questo è nella natura di un prestito, che è calcolo».

«Ora se riesci ancora a guidare la persona a questo ascolto interiore (Sant’Agostino), tu l’hai salvata. Perché il cuore non inganna. La grande tesi dogmatica della Chiesa cattolica: il peccato non ha corrotto radicalmente l’uomo. Questo la Chiesa l’ha sempre insegnato. L’uomo ha fatto dei disastri enormi, però l’immagine di Dio è rimasta. Io vedo oggi che i giovani sono sempre meno capaci di questo ritorno in se stessi. Lo stesso dramma di Agostino quando aveva la loro età. In fondo Agostino da che cosa fu commosso alla fine? Il vedere un vescovo, Ambrogio; il vedere una comunità che cantava con il cuore più che con le labbra la bellezza della creazione, Deus creator omnium, l’inno bellissimo di Ambrogio».

«Oggi questo è molto difficile con i ragazzi, però secondo me questo è l’intervento d’urgenza. Non ce n’è un altro. Se perdiamo questo alleato, che è il cuore umano – il cuore umano è l’alleato del Vangelo, perché il cuore umano è stato creato in Cristo in corrispondenza a Cristo –, se perdiamo dicevo questo alleato, io non vedo più strade».

Infine, il cardinale Caffarra, riflettendo sulle leggi non democratiche approvate per impedire la testimonianza della fede e l’espressione pubblica dell’insegnamento costante della Chiesa, scriveva:

«Tanto è vero che dico a volte ai miei sacerdoti: io sono sicuro che morirò nel mio letto. Sono meno sicuro per il mio successore. Probabilmente morirà alla Dozza (carcere di Bologna, ndr). Dunque, stiamo parlando di un processo lungo e che ci vedrà impegnati in un combattimento duro. Ma insomma, siamo chiamati a fare entrambe le cose: pronto intervento e lotta di lunga durata, una strategia d’urgenza e un lungo processo educativo»……

(da «Bisogna che il popolo combatta per la legge come per le mura della città» Intervista raccolta da Luigi Amicone Tempi, 19 giugno 2015).

Quando la veglia è terminata, ho guardato ancora una volta la statua di Sallustio Bandini, che donò all’Università di Siena l’intera raccolta dei suoi libri, che “con grave dispendio” aveva radunato nella sua vita, collocati nella biblioteca degli Intronati e “per dover servire a beneficio della gioventù studiosa di Siena”.

Quella statua…quanti ricordi di gioventù mi ha risvegliato!

Ho rivisto nelle persone che hanno partecipato alla “veglia” silenziosa lo stesso “sguardo compiaciuto” che ci ha accompagnati fin da giovani durante gli anni dell’Università dove, in quella stessa piazza, abbiamo espresso la nostra solidarietà al popolo polacco, abbiamo sostenuto “Solidarność”, abbiamo combattuto per la libertà del dissidente Sacharov e per tutti gli arrestati in URSS, abbiamo immaginato l’Europa come “un ideale da realizzare”……..la battaglia per la libertà e per la verità. A questo ci ha educati Don Giussani.

La storia continua perché l’ideale è vivo in mezzo a noi.

L’augurio più grande che posso fare a quelle ragazzine è quello di incontrare “un maestro” sul loro cammino, così come lo abbiamo incontrato noi. Io di quell’incontro fatto, sono profondamente grata, e ne ringrazio Dio.

In quella serata abbiamo “gustato” tutto, ma proprio tutto…. anche un ottimo gelato al cioccolato.

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